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STUDIAMOCI
UNA MANO
Come fare un’associazione studentesca
Per chiudere
questo agile opuscolo sembra opportuno riportare la “Carta dei valori del
volontariato” (nella versione più agile scritta apposta per le giovani
generazioni) che si pone, nella gerarchia delle fonti normative, come una specie
di consuetudine, ovvero come il “codice deontologico” del volontario.
Quella sotto riportata è la versione semplificata (ad uso delle scuole) della
“Carta dei valori del volontariato”, quale documento ufficiale approvato e
condiviso dal mondo del volontariato, consultabile in internet sul sito:
www.fivol.it
LA CARTA DEI
VALORI DEL VOLONTARIATO PER I RAGAZZI
(a cura di Renato Frisanco
– Settore Studi, Ricerche e Documentazione della Fondazione Italiana per il
Volontariato – Roma)
Il volontario è
una persona che mette spontaneamente a disposizione del tempo per gli altri. Per
fare, con passione, qualcosa di utile, di realmente efficace.
Il volontario non è un “eroe”, una persona eccezionale, un “superman”, ma un
cittadino responsabile. Un cittadino è responsabile quando ha cura di sé, degli
altri e dell’ambiente in cui vive (si dice così anche di una persona “matura”).
Un cittadino responsabile è una persona che rispetta le regole della convivenza,
che partecipa alla vita sociale (si informa, si aggrega e prende delle decisioni
con gli altri), che chiede il rispetto dei propri diritti e tutela (difende)
quelli di tutti. In altri termini questo comportamento si chiama cittadinanza
attiva.
Volontari non si nasce, si diventa.
Si impara ad esserlo facendo propri (si dice “interiorizzando”) alcuni valori
e vedendo altre persone metterli in pratica (testimonianza).
I valori in cui il volontariato crede sono, soprattutto:
- la solidarietà, che significa condividere qualcosa con gli altri o farsi
carico di qualcuno per un fine diverso dal proprio interesse personale;
- la giustizia sociale, per difendere i diritti di tutti a cominciare da chi non
ha diritti;
- la non-violenza come modo di vivere, fino a considerare la pace il valore
cardine della convivenza tra i popoli;
- la legalità, con il rispetto delle leggi, a cominciare da se stessi;
- la qualità della vita, preoccupandosi come cittadino di avere, ad esempio,
aria e ambiente più puliti, servizi più efficienti, città più vivibili e sicure;
- la crescita di “beni comuni”, quelli disponibili per tutti i cittadini
(parchi, servizi, scuole, centri sociali, strutture e attività di tempo libero,
ecc..).
I valori che caratterizzano il volontario sono diversi e opposti (alternativi) a
quelli della competizione (l’importante è avere la meglio sugli altri), del
consumismo (l’importante è il possesso dei beni), dell’utilitarismo (un’azione
ha senso solo se produce un vantaggio concreto), del liberalismo (ognuno per sé
e tanto meglio per chi più ha).
Il volontario è una persona che agisce disinteressatamente, cioè
gratuitamente (senza guadagno) e senza cercare vantaggi di alcun tipo ma
solo relazioni umane che diano senso o scopo alla sua vita.
Facendo volontariato una persona si arricchisce di esperienze, di relazioni e
promuove l’incontro e lo scambio tra tutte le persone. Per questo si dice che il
volontariato aumenta i beni relazionali o il capitale sociale di una società,
quest’ultimo non meno utile del capitale economico (le imprese, i soldi).
Il volontario non fa solo assistenza, carità, recupero sociale di persone ai
margini della società o interventi di emergenza, ma contribuisce a fare
prevenzione delle cause che creano disagio, ingiustizia sociale,
diseguaglianza delle opportunità, degrado ambientale, povertà culturale.
Il volontario mette sempre al centro della sua attenzione le persone con
i loro bisogni, i loro diritti e le loro potenzialità (quello che potrebbero
fare se avessero opportunità e sostegno), perché tutti, anche i meno fortunati o
dotati possano crescere, realizzarsi, trovare soluzioni ai loro problemi o
conforto nei momenti meno fortunati della vita. Quando si fa carico di qualcuno,
il volontario lo aiuta a diventare autosufficiente, a sapersela cavare da sé.
Anche quando va incontro a chi nella vita ha sbagliato (es. detenuto o
tossicodipendente) non giudica ma accompagna e rispetta i tempi di crescita di
queste persone.
Il volontario deve “far bene il bene”, preparandosi e migliorandosi
costantemente, assumendosi delle responsabilità insieme agli altri e portando
fino in fondo un impegno preso.
I volontari non possono farsi carico di tutti i bisogni della popolazione né
possono gestire tutti i servizi o sostituirsi a chi li realizza meglio. Il loro
impegno è soprattutto quello di fare mediazione tra i cittadini e le
istituzioni, ascolto, orientamento e accompagnamento, sensibilizzazione sui
problemi, e fornire prime risposte ai bisogni materiali, di sostegno e
relazionali di chi è in stato di bisogno. Talvolta, e nelle forme organizzate,
il volontariato sperimenta servizi nuovi o innovativi aprendo delle strade e
ampliando così l’offerta di servizi per la popolazione. Nella sua azione cerca
sempre di coordinarsi ad organismi pubblici e privati e di collaborare con essi
per fornire un contributo di qualità con prestazioni che nessun altro soggetto
potrebbe realizzare.
Se la gratuità è la caratteristica che distingue il volontario da qualunque
altra persona che agisce nella società, distingue anche l’organizzazione di
volontariato da qualunque altro organismo pubblico o privato (Stato, impresa,
cooperativa sociale che fa servizi o produce dei beni, etc..).
Senza la gratuità il volontariato sarebbe meno efficace perché non potrebbe
comunicare i valori in cui crede e che manifesta. Sarebbe quindi poco credibile
anche nel compito, oggi molto importante, di educare i cittadini alla
solidarietà. Ecco perché il volontariato è importante per quello che è, per
i valori che trasmette (il “saper essere”), prima ancora che per quello che fa,
che realizza in pratica (il “saper fare”). E’ quindi scuola di solidarietà.
Il volontariato, specie quello organizzato in associazioni o gruppi di
volontari, persegue l’obiettivo di una società migliore e proprio per
questo deve essere capace di fare delle denunce se vede che qualcosa non va, di
proporre delle soluzioni ai problemi, di anticipare delle risposte ai bisogni
non soddisfatti dei cittadini, di valutare l’operato delle istituzioni pubbliche
e di coinvolgerle. Non intende però sostituirsi a queste perché è ad esse che
spetta per Costituzione la responsabilità di soddisfare i diritti dei cittadini.
Al fine di ottenere maggiore peso, considerazione e risorse per le proprie cause
deve anche sensibilizzare e coinvolgere tutta la popolazione.
Per questo si dice che il volontariato ha un ruolo “politico” che non
vuol dire stare dalla parte di un partito ma operare per il bene della “polis”,
cioè della comunità dei cittadini. E svolge meglio questo compito se i volontari
e, soprattutto i gruppi di volontariato, si coordinano, progettano e realizzano
insieme attività e iniziative.
Il volontariato è quindi agente di cambiamento ed è tanto più efficace in questa
funzione quanto più sollecita la partecipazione dei cittadini.
In definitiva il volontariato agisce affinché siano rispettati i diritti di
tutti, vi siano più servizi e opportunità nella vita sociale e, soprattutto,
più democrazia, perché se i cittadini partecipano diventano sovrani e vivono
meglio.
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